La domenica

Per alcuni la domenica è giorno di riposo (in senso religioso e altro), per altri è un giorno di lavoro se questo prevede turni, per altri ancora l’occasione per andare a fare un giro fuori città.

Per me è il giorno “in cui non suona la sveglia”. Anche se stamattina di botto mi sono svegliata credendo che fosse lunedì e pensando fossero già le 7.30 e dovessi sbrigarmi per non perdere il treno. Che sia ancora troppo eccitata per il nuovo lavoro? Forse.

E’ stata, questa appena passata, una discreta settimana:

  • lunedì: originali da leggere, esercizi da correggere, riunione col grafico,
  • martedì: riunione su un software, chiamate al centro assistenza Mac per l’installazione di vari programmi che non avevo,
  • mercoledì: correzione bozze di fisica, chiamate al centro stampa per chiedere come diavolo poteva essere che dopo una settimana non mi andasse ancora la stampante, rispondere al telefono delle tre colleghe d’ufficio uscite a bere il caffè,
  • giovedì: aggiornamento del nuovo tecnico sul digitale, sperare che la metro non fosse ancora bloccata dopo che quel poveretto si era buttato sotto,
  • venerdì: richiama il centro stampa, chiama l’assistenza perchè non scaricavo i file, aggiorna gli altri file sul digitale, fissa appuntamento con l’autore per settimana prossima….

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E così si è giunti al sabato:

  • ore 9.30: vado a scuola, alla mia ex scuola con saluti e abbracci da parte di studenti e colleghi,
  • ore 11.30: passo dalla nonna e dalla mamma a portare le azalee della ricerca,
  • ore 12.00: passo in biblioteca,e tra l’altro incontro un amico che era partito per il Canada un anno fa-ci siamo subito messi d’accordo per una pizza,
  • ore 12.40: a prendere Gabri a scuola,
  • 0re 13.00: pranzo,
  • ore 14-17: 2h di lezione
  • ore 17.00: si va da un’amica che ha appena perso l’adorata cagnolina,
  • ore 18.20: via di corsa in piazza perchè Gabri aveva il Mercatino della Solidarietà,
  • ore 19.00: aperitivo!
  • ore 20.00: tutti sul divano a guardare Montalbano.snoopy_sonno

E così arriva la domenica: metti su la lavatrice, stendi (approfittiamo che c’è il sole), stira, metti via le giacche pesanti e i piumoni ritirati in lavanderia, fai la polvere, prepara un misero pranzo, pranzo, e adesso appena finito qui, correggi bozze.

E domani? Domani la sveglia suonerà! E anche prima.

Buon lunedì (e settimana) a tutti.

Senza nome

Cronaca semiseria

Premessa-si può saltare la lettura, non si perde nulla…

Nel 2011 mi licenziai dalla scuola dove insegnavo perché non mi era stata data la possibilità di fare il tirocinio al Giornale di Brescia (stavo studiando per il Master in Comunicazione della Scienza). In fondo non mi dispiaceva poi così tanto: oddio per alcuni alunni sì, per alcuni colleghi anche per il resto della baracca NO.

Quest’anno ho rifatto il gesto. Mi sono licenziata un’altra volta dalla scuola: ma ora le prospettive sono diverse. Certo mi spiace per molti alunni in più (che tra l’altro mi hanno fatto e mi stanno ancora facendo un sacco di saluti) e per qualche collega in più.

Perchè di nuovo il licenziamento? Per un nuovo lavoro: redattrice di testi scolastici presso una grande casa editrice di Milano. In pratica mi smazzo la correzione degli originali, le versioni digitali dei libri, qualche approfondimento e cose che capitano da fare in redazione.

Oggi è stato il primo giorno ufficiale: fino ad aprile sono riuscita ad andare solo due-tre giorni.

Cronaca

Ore 7.00: sveglia, colazione, sveglia Gabri.

Ore 7.45: il delirio. Portando Gabri dalla nonna mi imbatto nei pullman delle superiori, studenti assonnati ( o mezzi rinco…) che attraversano come tartarughe.

Ore 8.00: raggiungo la stazione e….sorpresa…treno in ritardo di 10 minuti.

Ore 9.30: arrivata a Lambrate, prendo la Metro sfoderando il mio super abbonamento  ( praticamente posso prendere tutti i mezzi pubblici della Lombardia, per esempio parto da casa col bus cittadino, prendo il treno fino a BS poi il trenino per Iseo, qui il traghetto, mi faccio una gita, prendo il bus per Milano, la Metro e circa due settimane dopo sono in ufficio….).

Ore 9.45: sono alla Torre, piano 12. Mi aspetta Elisabetta perchè la mia capa è furoi per lavoro. Mi mostra la mia scrivania con vista sulla skyline di Milano, mi dice “Questo è il tuo Mac, qui ti hanno lasciato le password, poi ti portano il telefono, i buoni pasti e le altre password. Se ti serve la cancelleria la trovi in quegli scaffali là. Vieni ti faccio vedere. Ecco prendi quello che ti serve. Vuoi un caffè?”. Ok dico io….travolta da tutte quelle novità. Mi aspetta però al 13° la tipa dell’amministarzione: “Ho delle carte da farti firmare: questa è per la sicurezza, questa è per la privacy, queste sono le detrazioni, queste le coordinate bancarie. Ah questo è il tuo badge, così entri ed esci senza problemi.” Wow il badge…..a scuola dopo 7 mesi neanche me l’hanno chiesto se ce l’avevo……

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Ore 10.15: mi siedo nella mia poltroncina e posiziono qualche effetto personale….Paperino della 1C, Bigliettino della 1D, penne, non quelle no perchè non ho il portapenne, blocknotes…..

Ore 12.45: andiamo in mensa. A scelta compongo il mio vassoio: tre tipi di pizze- non meglio di no se no mi abbiocco, tre primi-ma sì dai vada per la pasta al ragù (molti prendono il riso al ragù-che schifo ma come mangiano ‘sti milanesi), tre secondi pronti o tre tipi di carne all griglia cotta al momento, verdura calda o fredda, yougurth, dolce e frutta. Oh mamma….opto per una scodella di carote, yougurth e gazzosa da bere. Finito il pranzo ad una tavolata stile università, caffé e immancabile tour alla libreria aziendale. E’ questo un posto da pervertiti maniaci di libri. E non vai mai via senza un fardello…..

Ore 14.00: torniamo alla torre, arriva la mia capa e prosegue il lavoro……

Ore 17.00: esco, vado in stazione e col trenino torno al paesello e dai miei ometti. Ah che giornata…..e domani si riciccia!!!

Ah dimenticavo….devo contare le piante di ficus….Fantozzi docet😉

La prof(e) va al Congresso

All’inizio del mese di Aprile  si verifica uno fenomeno che si ripete anno dopo anno.

No, non sto parlando del ritorno delle rondini. Mi riferisco al Convegno Pristem -Bocconi di Matematica. Ormai è 5 anni che non manco un appuntamento, un po’ perché gli interventi sono sempre molto interessanti, un po’ perché è una bella pausa fra le lezioni di scuola e poi perché rivedo i miei amici provenienti da un po’ tutta Italia.

Ogni anno ci si “raduna” in una città diversa: Padova (2013), Matera (2012), Urbino (2011),….

Ma alla fine i visi sono sempre quelli…e alcuni non te li scordi di certo. Sì, perché dovete sapere che la fauna dei Convegni Pristem è formata essenzialmente da tipiche profe di mate fra cui quei pochi (disperati)  prof uomini si perdono o si confondono a meno di non essere Mister X.

Chi è costui? Eh bella domanda. Anni 40-45, un po’ di pancetta, single (di sicuro), prof (?) di matematica e con conoscenze nei servizi segreti (l’ha detto lui a tutta la platea!!). Insomma è il tipo utente-medio del pubblico di un convegno, quello che i conferenzieri sperano sempre non intervenga con domande assurde o da fanatico.

Ma sono le prof che è divertente osservare: tutte donne in su con gli anni, tutte con gli occhiali, tutte che si lamentano e……tutte che parlano come i loro studenti in classe durante le spiegazioni. Guardate che è così: l’animale-professore muta in animale-studente appena è al di là della cattedra. Assume quei comportamenti che rimprovera ai poveri studenti stremati dall’ennesima definizione alle 12.45 del venerdì.

MA, esistono le eccezioni. I miei amici…..Franca, Teresa, Paolo, Desiderio, Liliana, GianItalo,……loro sono alien-prof. Nel senso che vengono da altri pianeti, direi il pianeta Normalità.

Ascoltano, esternano i loro malesseri con parsimonia, ridono e sono di gran compagnia.

Comunque succede un po’ come è scritto nelle prime pagine del libro qui sotto, poi la narrazione diventa un barbosetta. I congressisti si riconoscono dalla valigetta o cartelletta, che nel nostro caso era blu, un blu intenso tanto intenso che per le vie di Padova (eravamo in 300) spiccavano come pixel su uno schermo bianco queste prfo con la loro cartelletta blu.

Sono state tre giorni ricchi: Euclide, Archimede, Fourier…..gruppi, geometria, numeri….Insomma non è che abbia capito tutto comunque sono rimasta affascinata dalle storie raccontate e poi abbiamo fatto “lezione” nell’aula Magna del Palazzo Bo, quella dove faceva lezione Lui, Galileo.

E che dire dei coffee break? Tutti non aspettavano altro-anche questa è una caratteristica tipica di tutti i convegni. Pizzette calde, croissant e caffè elegantemente disposti sui tavoli cui si sono buttate come cavallette-io almeno mi sono contenuta- le prof di cui sopra.

Alla sera, per ripigliarmi, con la mitica Alice e il suo pure mitico amico Mario, ci siamo fatti un paio di spritz- beh vai a Padova e non ti fai almeno due spritz??- e una bella cena sarda condita da una bttiglia di vino Planeta. Siamo usciti un po’ storti, ma tanto felici!!!

Alla prossima, ops al prossimo Congresso, questa volta a Washington!

Tavole

C’erano una volta un russo e un tedesco chiusi nei loro studioli a pensare e ripensare agli elementi della natura. Fuoco, aria, acqua e terra ormai erano demodé, pensarono quindi che

se gli elementi chimici vengono ordinati in base alle loro masse atomiche crescenti, le loro proprietà sono periodiche cioè si ripetono con regolarità.

[fonte: http://www.chimica-online.it/download/tavola-periodica-mendeleev.htm]

Il russo aveva un faccia….

Dmitrij Ivanovič Mendeleev, 1834-1907

…non che il tedesco fosse meglio

Julius Lothar Meyer, 1830-1895

MA, sulla base di queste scoperte,

  • nel 1869 Mendeleev mise a punto una tavola periodica dove tutti gli elementi fino ad allora noti erano ordinati in base alla loro massa atomica crescente. 
tavola periodica di mendeleev
Tavola periodica di Mendeleev
  • e nel 1870 anche Meyer fece la sua

Le prime “organizzazioni” degli elementi risalgono al XVIII  secolo, ma quella di Mendeleev ha avuto però la meglio su tutte e nel tempo si è modificata ( elementi nuovi naturale e artificiali man mano si sono aggiunti), fino ad arrivare alla classica…

o alle sue più svariate versioni

tavola1

…chi ne ha fatto una versione gustosa…

…e chi ne ha fatto una tenda per la doccia…

…una per i patiti delle scarpe…

TAVOLA PERIODICA SCARPE
http://www.zalando.it/tavola-periodica-scarpe/

…e una versione cantata-veloce-…

…e la versione cantata-lenta con sottotitoli-…

Approfondimenti

Books:

  • Primo Levi Il sistema periodico

  • Hugh Aldersey-Williams Favole periodiche

  • Philip Ball Elementi

  • Maria Chiara Montani Sposare gli elementi

 

 

Sites:

http://www.tavolaperiodica.unicam.it/sviluppo.html

http://www.periodictable.com/

http://www.chimica-online.it/download/tavola-periodica-mendeleev.htm

2013 To-dos

Dunque dunque,… mancano 5 giorni e anche il 2012 sarà finito. Quindi è tempo di bilanci e liste dei preferiti del vecchio anno e dei progetti per il nuovo.

Ok, avete quattro-cinque anni da dedicarmi? No, pazienza.

Cominciamo con la to-do list del 2013 (guardiamo al futuro, non fossilizziamoci sul passato):

  • cambiare titolo al blog  
  • cambiare tema grafico al blog
  • finirla di scrivere si scienza, tanto non gliene frega una fava a nessuno 
  • sperare che anche mio marito e mio figlio leggano il blog ( no, forse meglio di no)
  • aggiornare la tesi
  • smettere di rispondere alla domanda “Che lavoro fai?” con “Insegno…”
  • studiare i programmi LLP
  • programmare il viaggio a Parigi
  • trovare un lavoro (magari alla NYPL) per trasferirsi definitivamente a NY
  • convincersi che Laura aveva ragione: esiste il mal di NY, che è peggio del mal d’Africa (anche se io in Africa non ci sono ancora stata)
  • andare in Africa
  • sistemare la credenza della taverna
  • fare un casino di feste in taverna
  • leggere più libri dell’anno scorso, degli anni passati (37 nel 2010, 31 nel 2011, 38 nel 2012)
  • finire di vedere tutti i film di Woody Allen, soprattutto rivedere almeno 10 volte quelli ambientati a NY
  • ricordarsi che a Gennaio inizia il corso online
  • ricordarsi il sito e il nome del corso online da seguire
  • fare pulizia nei Preferiti
  • leggere solo libri recenti (dal 2000 in poi) e non di scienza
  • leggere tutti i libri della Yoshimoto (quelli che non ho ancora letto)
  • leggere tutti i libri della Patricia (quelli che non ho ancora letto)
  • leggere tutti i libri di Deaver (quelli che non ho ancora letto)
  • leggere tutti i libri della Gamberale (quelli che non ho ancora letto)
  • leggere tutti i libri di Zafon (quelli che non ho ancora letto, forse li ho già letti tutti)
  • leggere tutti i libri di Levy (quelli che non ho ancora letto, in francese però)

Bad…reads

Conoscete Goodreads?

Come ho letto in un commento in pratica è il social network dei libri, uno dei tanti.

Non ricordo come ci sono capitata, ma è un “oggettino” carino da inserire nel proprio blog al posto di uno statico post dal titolo “Cosa c’è sul comodino” oppure ” in questo periodo sto leggendo…”

Una volta iscritti si può scegliere l’accesso con FB, fra gli altri, si cerca il libro che si sta leggendo, se ne aggiorna l’avanzamento di lettura e al termine se ne da un giudizio.

Fino ad ora ho fatto tante GOOD -letture, ma l’ultima l’ho sospesa a pag 37 su 356.

Ecco qui il colpevole

Come ben sanno i miei studenti la storia del metro è alquanto affascinante e tempo fa in gruppo di discussione ( di prof di fisica…….) avevo trovato fra le segnalazioni di libri “interesantissimi, di facile lettura, che prederanno subito l’attenzione di tutti gli allievi del mondo…” .

Cerco in Biblioteca e eccolo lì sul mio comodino. E lì c’è rimasto!

E’ noioso, lento, le frasi sono incomprensibili.

Di cosa parla? Di due “sfigati” scienziati Delambre e Méchain) che si devono imbattere in un viaggio (allucinante) per misurare il Meridiano, da cui ricaveranno la lunghezza del metro. Uno va a sud verso Barcellona e l’altro a nord verso Dunquerque.

Io in genere consiglio libri ai miei ragazzi, per questo dico: “Provateci….in bocca al lupo!”

L’autore era già a me noto per un altro libro, anche questo elogiato e consigliato da colleghe di matematica.

Eccolo qui

Noioso, ma così noioso…..

Secondo me sono libri proprio da matematici. A me la matematica piace, conosco Matematici, ma ahimè questi colleghi di scienza  sono troppo matematici…..troppo noiosi (sono esclusi pochi cari amici).😉

Adesso ho richiesto quest’altro

Beh una prima differenza (e forse un punto a suo favore) già c’è…..Newton era un grande FISICO!

Physicists’ Halloween

Cose strane accadono nel tunnel di LHC, a Ginevra.

Sembra che un gruppo di studenti sia stato aggredito da alcuni addetti alla manutenzione del tunnel diventati zombie dopo un’esposizione  al bosone di Higgs.

Qui una spiegazione di Piero Angela 

Realtà? Bufala? Treat?

No, si tratta di un film. Pensavate che quei burloni di fisici avessero organizzato un party macabro nel tunnel più famoso del momento, dite la verità.

Invece si tratta DECAY, un film a tema zombie che alcuni studenti di Fisica   hanno girato nei sotterranei del CERN [qui spiegazione succinta di che cosa è il CERN; qui il sito ufficiale del CERN].

Nel 2010  Luke Thomson, un PhD student alla  Manchester University, ha l’idea: con un budget di 2000£, un cast di 20 attori (tutti rigorosamente Fisici)e dopo due anni di riprese (beh avranno anche studiato e fatto ricerca nel frattempo, no?) alla fine ce l’hanno fatta.

La prima del film sarà a fine novembre a Manchester e poi potremo gustarcelo anche noi, perché  sarà released free online under a Creative Commons licence.

Stay tuned http://www.decayfilm.com/ and now enjoy!